Rolfing e Somatic experience

Rolfing® - Integrazione Strutturale. 

 

Il Rolfing®, definito anche Integrazione Strutturale, è una tecnica di manipolazione della mio-fascia che mira a favorire un allineamento del corpo riorganizzando al meglio la struttura fisica rispetto all’influenza della forza di gravità. 

 

Se pensiamo a un edificio, è evidente che dovrà rispettare le leggi della gravità altrimenti la sua stabilità non sarà garantita. 

Per il corpo vale lo stesso principio ma con differenze sostanziali: il corpo è sempre in movimento, anche nelle posizioni che sembrano statiche, e inoltre le sue componenti sono plastiche.

 

Per questo motivo i gesti che ognuno di noi compie più volte al giorno, come respirare, camminare, stare seduto e quelli legati alla nostra professione o alle nostre attività ricreative, se svolti in modo da non rispettare i principi di stabilità ed efficienza porteranno ad un rapido sovraccarico delle strutture fisiche causando squilibri che saranno compensati dall’intera struttura una volta superata la capacità del corpo di adattarsi. Grazie alla plasticità dei tessuti, un corpo non si modifica solo allontanandosi dall’allineamento creando tensioni di resistenza alla forza di gravità, ma potrà anche rimodificare la sua consistenza grazie ad un trattamento manuale dei tessuti e a un apprendimento esperienziale di efficienza al movimento. 

 

Se il corpo ha la capacità di modificarsi, per quale motivo una volta trovato l’equilibrio e il gesto corretto, questo dovrebbe essere mantenuto?

 

Perché l’efficienza permette di percepire sensazioni di minor sforzo, dunque piacevoli, e il corpo andrà sempre verso un atteggiamento di minor dolore e fatica. Basti pensare alla reazione che abbiamo quando proviamo un dolore: cerchiamo di isolare la parte per non sentire più male; oppure quando ci si trova a oscillare da una posizione all’altra per sentire meno l’influenza della forza di gravità (questo avviene con maggior frequenza quanto più il corpo si trova sbilanciato). 

Vi è però una differenza tra una reazione più o meno conscia per evitare di percepire un fastidio o un dolore e un percorso di Integrazione Strutturale, il cui obbiettivo è di percepire e riorganizzare la posizione del corpo nello spazio e favorire una relazione tra i segmenti scheletrici in modo fisiologico, al fine di mantenere l’equilibrio prendendo in considerazione gli aspetti neurofisiologici, biomeccanici, psico-emotivi e relazionali.

 

Visto che il corpo è portato a svolgere i movimenti “piacevoli” ed efficienti perché non vengono svolti automaticamente? 

 

La causa è dovuta al fatto di non sapere come raggiungere l’obiettivo. Prendiamo la posizione seduta, se qualcuno ci dice: “stai seduto composto” la nostra reazione è di raddrizzarci contraendo i muscoli “periferici” adibiti al movimento, mantenendoli contratti. Siamo interessati al risultato non al come stare composti. Stare seduti “dritti” contraendo i muscoli adibiti al movimento è una fatica che il corpo non può svolgere in modo continuo. Infatti, appena ci si distrae si ritorna alla posizione iniziale. Si può stare seduti composti allineando le varie parti del corpo in modo da stare in equilibrio senza fatica. Provate a ruotare anteriormente il bacino in modo che sostenga il torace e la testa, attivando la muscolatura profonda adibita alla stabilità. In questo modo si avrà il piacere di stare seduti senza sforzo.

 

La posizione potrebbe ancora sembrare scomoda poiché i tessuti fasciali hanno cambiato consistenza da elastica a più fibrosa a causa della tensione protratta nel tempo. L’accorciamento della fascia non permette di avere una libertà di movimento, la sensazione è simile a un vestito troppo stretto che non ci permette di muoverci liberamente. A questo stadio l’intervento necessario è di tipo manuale per riportare il tessuto ad una consistenza più elastica e favorire la mobilità perduta. 

 

È importante risalire alla causa che ha portato a questa tensione la quale può risiedere in uno qualsiasi dei sistemi biomeccanico (applicazione dei principi della meccanica agli organismi viventi), neurologico (concernenti l’aspetto del sistema nervoso) e/o psicosomatico (collegamento tra mente e corpo) poiché utilizzano l’apparato muscolare nel raggiungimento dei propri obiettivi. La caratteristica di questi sistemi è di essere interagenti ed interdipendenti: qualunque sia il sistema primariamente implicato nel disequilibrio, gli altri attueranno strategie adattative per permettere la salvaguardia della funzione. Ciò sarà a sua volta causa di contrazione muscolare ed innalzamento del tono muscolare dando vita ad un circuito di autoalimentazione.

 

L’Integrazione Strutturale avviene tramite la manipolazione delle fasce connettivali e una sperimentazione efficiente del movimento nel corso di 10 sedute che tratteranno l’intera struttura fisica tenendo conto delle particolarità dei singoli individui. La durata di ogni seduta è di 70-90 minuti.

 

Indicazioni:

Mal di schiena, cervicalgie, periatriti. 

Favorire una postura corretta ad ogni età. 

Migliorare prestazioni degli sportivi. 

Correggere vizzi posturali nei musicisti. 

Stimolare l’autopercezione corporea. 

Entrare in armonia con sé stessi e con l’ambiente circostante. 

Favorire un senso di benessere generale.

 

Citazioni:

“Un individuo può sperimentare la sconfitta  della sua battaglia con la forza di gravità come un sottile dolore  di schiena, un altro con un poco lusinghiero contorno del suo corpo, o ancora con un costante senso di fatica, oppure percependo come ostile l’ambiente che lo circonda. Coloro che hanno superato i quarant’anni tendono ad attribuire tutto ciò all’età. Ma tutti questi sintomi possono far capo ad un unico problema così onnipresente nella struttura di ogni singolo individuo e di tutti coloro che lo circondano da essere ignorato da tutti ...“ Ida Rolf